Sono stato a Parigi (per la seconda volta dal 3 all'8 di agosto) in compagnia di Barbara, un'amica che mi ha sopportato alla grande per questi 6 giorni e che io per ricambiare ho sopportato.
A parte gli scherzi ci siamo fatti molta compagnia e abbiamo girato Parigi alla grande, visitato un solo museo, Musée de l'Orangerie (grazie Thea per il consiglio), ma macinato tanti chilometri, compreso un giorno a Disneyland Paris.
Le note tecniche sul viaggio le metto alla fine (trasporti, albergo ecc.).
Il primo approccio è stato il cimitero del Père Lachaise che era a due passi dal nostro albergo.
Il cimitero è famoso in tutto il mondo perchè ospita la tomba di Jim Morrison (il cantante dei Doors per quei pochi che non lo sapessero) ma oltre a questo è stato il primo cimitero civile di Parigi, è il più grande e "ospita" personaggi famosi come Rossini, Champollion, Edith Piaf, Oscar Wilde, Chopin e Maria Callas.
Le prime 18 foto (clicca sul pulsante in alto) si riferiscono proprio a questo cimitero.
E fu sera e fu mattina: secondo giorno....
Visto che l'albergo era a 10 minuti da piazza della Bastiglia abbiamo deciso di partire da lì per la nostra esplorazione della capitale.
Passando dalla tranquilla Places des Vosges si può ammirare la casa di Victor Hugo; niente di particolare, se non fosse per una targa. La piazza però è carina con un bel giardino nel centro e tutta la zona è tranquillissima.
Due passi nel quartiere Marais e si finisce davanti alla bella chiesa di Saint Paul e Saint Louis del 1627 per lungo tempo sede del potere dei gesuiti (naturalmente la facciata è parzialmente coperta di impalcature).
Girando a destra si arriva alla bella chiesa di Saint Gervaise e Saint Protais con la facciata che presenta i tre ordini di colonne doriche, ioniche e corinzie che tanto ricordano le lezioni di storia dell'arte delle scuole medie.
Peccato per la vegetazione antistante che impedisce una documentazione fotografica perfetta e peccato pure per l'incuria del sagrato.
Si oltrepassa l'Hotel del Ville (chiamarlo semplicemente municipio era difficile) e si arriva alla Tour Saint Jacques, un bel campanile del 1500, unica testimonianza di un'antica chiesa distrutta nel 1800.
E ora finalmente il pezzo forte di Parigi.
La torre Eiffel? NO! Il museo del Louvre? NO! ci troviamo davanti al Centre Georges Pompidou, comunemente chiamato Beaubourg dal nome del villaggio che sorgeva qui nel XIII secolo.
Sede di musei d'arte moderna, mostre e di una biblioteca può essere considerato come uno degli edifici più brutti del mondo.
Opera di Richard Rogers e del sempre più sopravvalutato Renzo Piano, autore di varie schifezze in giro per il mondo (quando metterò il resoconto del viaggio a Berlino fornirò ulteriore testimonianza).
Passati i conati di vomito ci dirigiamo verso la stupenda chiesa di Saint Eustache, vera protagonista della vita parigina di altri tempi: qui furono battezzati il cardinale Richelieu, Madame de Pompadour e Molière. Luigi XIV fece la sua prima comunione, e vi si svolsero i funerali di Mirabeau, Molière e La Fontaine. Ospita inoltre la tomba di Colbert.
La chiesa si affaccia sulle Halles, una volta sede di uno dei più antichi mercati di Parigi oggi ospita il Forum des Halles un gigantesco centro commerciale in vetro e cemento che a dispetto della descrizione non stona assolutamente con i dintorni.
A sud-est del giardini delle Halles si erge la particolare Fontaine des Innocents, l'unica rinascimentale di Parigi.
Da qui finalmente ci siamo diretti verso la Senna nella speranza di vedere pure la tour Eiffel che a dispetto di quanto insegnano i film non si vede da nessuna parte.
Eccola finalmente, dal ponte nuovo riesco ad inquadrare Senna e Torre in un colpo solo.
Barbara è arrabbiata perché l'ho vista prima di lei (la gara era iniziate appena alzati e l'ho vinta).
Attraversiamo il Pont Neuf che a dispetto del nome è il più antico di Parigi e andiamo nella Ile de la Citè trovandoci di fronte al Quai de Orfèvres numero 26, famosa sede della polizia giudiziaria.
Mi aspetto di vedere uscire Maigret o almeno Gerard Depardieu ma l'attesa è vana.
Girato l'angolo ci facciamo 10 minuti di coda per la visita alla Saint Chapelle di cui non metto nemmeno una foto; il motivo è che trovo che siano esagerate le lodi a questo (comunque bella) cappella per cui mi sta antipatica.
Mi faccio però perdonare con l'immagine della bellissima facciata di Notre Dame e dei suoi Gargouille.
A questo punto è ora (inoltrata) di pranzo, purtroppo non ho documentazione fotografica della mega baguette ultrafarcita che abbiamo preso in un baracchino del quartiere Saint Germain, ma dovete scusarmi: la fame era troppa!
Finalmente, placata la fame possiamo dirigerci verso il Pantheon passando davanti alla chiesa di Saint Etienne du Mont e di fianco all'università della Sorbona (o Sorbolona come mi ostino a dire citando Abatantuono).
Ed eccoci al Pantheon, ove sono sepolte tantissime personalità tra cui Zola, Rousseau, Voltaire Pierre e Marie Curie e Dumas.
Finiamo la giornata nei Jardin du Luxembourg ad ammirare il Palais du Luxembourg per poi andare verso la chiesa di Saint Sulpice e finalmente prendere il metrò totalmente distrutti e riposare in albergo in attesa della cena.
E fu sera e fu mattina: terzo giorno....
Sveglia relativamente presto perchè l'intenzione è di andare sulla Tour Eiffel ed essendo agosto pensiamo di non essere i soli a volerlo fare.
La giornata è stupenda, dopo il solito caffè con brioche prendiamo il metro e scendiamo al Trocaderò.
Stuipenda visione (controsole) della torre e brutta idea di farci fare un foto da una deficiente totale. Risultato: gambe mozzate e torre decapitata. Ci rifaremo dall'altro lato in seguito.
La coda per salire è più corta di quanto pensassi, solo 40 minuti che però passano in fretta.
La brutta sorpresa è che una volta giunti al secondo piano ci tocca fare un'altra mezz'ora di coda per poter salire fino alla cima, ma non importa, ormai siamo in ballo.
Foto a non finire: 2 risate per un'italiana che al telefono con il padre urla: "sono in cima in cima in cima in cima in cima in cima alla torre" e sguardo di compatimento per la solita snob, con la puzza sotto il naso e vestito tipo Valentino (secondo me Rossi) che dice alla figlia: "Tutti i francesi la odiano questa torre, è inutile, io l'abbatterei subito." Ma porca pupazza, ma allora cosa cavolo ci sei venuta a fare qui? Ma tornatene a casa tua e va a lavorare!!!
Scendiamo a dopo esserci fatti largo tra la folla che è triplicata ci dirigiamo attraversando gli Champs de Mars verso l'Ecole Militaire togliendoci la soddisfazione della foto con Torre.
Girando a sinistra arriviamo all'Hotel des Invalides che ospita la tomba di Napoleone.
Niente visita, già fatto nel 90, attraversiamo i cortili, superiamo il ponte Alexandre III e arrivamo agli Champs Elysées.
Il sole è proprio a picco, l'ombra inesistente ma noi imperterriti decidiamo di arrivare fino all'arco di trionfo prima di fermarci a mangiare qualcosa e soprattutto a bere bere bere e ancora bere.
La scelta cade su un fast food che assolve egregiamente il suo compito e quindi freschi e riposati (sì certo...) andiamo fiduciosi in direzione dei Place de la Concorde.
Foto d'obbligo all'obelisco e ci rifugiamo su consiglio di Thea nel Musée dell'Orangeriè.
Culla di impressionisti e post-impressionista al pianterreno in grandi stanze ovali ospita un ciclo delle ninfee di Monet. Tavole enormi e stupende.
Al piano inferiore invece sonoesposte opere di Cézanne, Picasso, Renoir, Rousseau e Utrillo.
Assolutamente da visitare.
Usciamo soddisfatti e decidiamo di rinunciare al Musée d'Orsay dirigendoci verso il Louvre che vedremo solo dall'esterno (abbiamo preferito girare Parigi saltando i musei).
Tralasciamo lo spettacolo offerto dalle centinaia di persone che prendono il fresco nelle fontane davanti all'ingresso del più famoso museo parigino, ammiriamo le piramidi di plexiglass che sovrastano l'ingresso e andiamo verso lo stupendo Palays Royal.
In teoria il giro programmato per oggi è finito ma visto che abbiamo ancora tempo e forze ci concediamo ancora qualche passettino (qualche...).
Shopping a Place Vendòme dove purtroppo non compro un orologio da polso del valore di circa 400.000 euro solo perchè non avevo spiccioli.
Attraversiamo la piazza e ci ritroviamo davanti all'Operà.
Bellissima anche se il traffico e le persone sedute sui gradini antistanti la penalizzano.
Percorrendo il boulevard des Capucines ci troviamo alla Madeleine che con il suo miscuglio archittettonico fa un po impressione.
E ora fine, però... girandoci per andare verso Place de la Concorde vediamo in lontananza dalla parte opposta una chiesa che non è segnata dalla guida: è a due passi e quindi vuoi non visitarla? Bella sorpresa, dedicata a saint Augustin, buia, in po' triste ma molto bella.
E ora BASTA veramente. Giusto il tempo di fare un a foto davanti a Maxim's e prendiamo il metro per andare in albergo pur una sana doccia e un po' di meritato riposo.
E fu sera e fu mattina: quarto giorno....
Giornata dedicata a Eurodisney.
Grazie ad un offerta su internet riusciamo a visitare i due parchi al prezzo di uno, e visto il costo non è poca cosa.
Diciamo subito che se si è bambini il parco è ottimo, altrimenti è molto meglio Gardaland di cui sia io che Barbara siamo affezionati frequentatori.
Prendiamo la linea RER e in circa mezz'ora arriviamo davanti all'ingresso, un po' di coda ed entriamo al Walt Disney Studios.
Abbiamo scelto di visitare per primo questo parco perchè ci sono 2 attrazioni che ci attriano particolermente: "Rock 'n' Roller Coaster" e "Tower of Terror".
Ci fiondiamo a prendere il FastPass per la Tower of Terror che ci permetterà un ingresso senza troppa coda un'ora e mezza dopo e andiamo subito all'altra attrazione.
Venti minuti di coda per delle montagne russe iperveloci, al buio e con musica degli Aerosmith a tutto volume.
La partenza è elettrizzante e a dire il vero pure tutto il resto.
Usciamo soddisfatti e cerchiamo qualche altra attrazione per passare il tempo in attesa del nostro turno FastPass.
L'unica che riusciamo a trovare che non ci porti via 2 ore da passare in coda è un cinema nel quale viene spiegato come si realizzano i lungometraggi Disney.
Perplessi entriamo ma la cosa è interessante e poi alla fine c'è la possibilità di dar prova delle proprie capacità artistiche disegnando, sotto la guida di esperti, i classici personaggi Disney.
Per evitare figuracce (io, Barbara disegna bene) ci dileguiamo e ci rechiamo verso la torre del terrore.
Facciamo a tempo prima a fotografare Crudelia Demon che con la sua macchine si è fermata proprio davanti a noi.
La "Tower of Terror" ci sballota su è giù con discreta potenza: consiglio di andarci a stomaco vuoto, non è eccezionale ma ci soddisfa.
Tutte le altre attrazioni hanno code spropositate per cui usciamo ed entriamo nel parco Disneyland.
Ricalca logicamente il parco originale che sta ad Anaheim vicino a Los Angeles e che ho visitato nel 2000.
L'ambientazione è fantastica, con la Main Street che accoglie i visitatori portandoli fino al castello della bella addormentata.
Ci spariamo le montagne russe di forntierland e le Space Mountain di discoveryland dopo una coda abbastanza lunga.
Il labirinto di Alice nel paese delle meraviglie è divertente mentre i combattimenti di Buzz Lightyear molto deludenti.
Fotografiamo Pinocchio e i topolini di Cenerentola.
Agosto non è certo il periodo migliore per visitare questi parchi vista la quantità di gente presente ma l'avevamo messo in conto. In ogni caso usciamo alla sera stanchi e un po' delusi pensando che ci rifaremo il prossimo anno andando a Gardaland e Mirabilandia: più vicini, più economici e decisamente più belli.
E fu sera e fu mattina: quinto giorno....
Il tempo non è dei migliori, durante la notte si è scatenato un bel temporale e qualche goccia scende ancora.
Oggi ci dedichiamo a Montmartre.
Prendiamo il metrò e scendiamo a Place des Abesses dove c'è una delle due entrate del metrò a pensilina originali in stile Art Nouveau ancora esistenti a Parigi.
Ci dirigiamo verso la collinetta dominata dalla basilica del Sacré Coeur.
Una bella scalinata (se si vuole si può prendere una piccola funicolare per salire ma non ne vale la pena) ci porta sulla piazzetta antistante la basilica da dove si può godere di un bel panorama dei caratteristici tetti grigi di Parigi.
Visitiamo la basilica poi ci rechiamo quasi sul retro per visitare pure la chisa di Saint Pierre de Montmartre, una delle più antiche chiese della città risalente al 1134.
La chiesa dà sulla Place du Tertre, piena dei banchetti di "artisti" che propongono dipinti raramente degni di essere acquistati.
Lasciamo velocemente questa piazzetta e ci troviamo a passare di fronte all'Espace Dalì Montmartre, l'unico spazio in tutta la Francia interamente dedicata al grandissimo artista (io ne vado matto).
Passiamo davanti alla casa dove abitarono Renoir, Utrillo, Dufy e Reverdy (chissà che confusione in quella casa) e inbocchiamo Rue Lepic dove si trova il famoso Moulin de la Galette immortalato da Renoir.
Da qui continuiamo la nostra discesa e dopo essere ripassati per place de Abbesses arriviamo in zona Pigalle proprio davanti al museo dell'erotismo con i suoi 7 piani dedicati all'arte erotica.
Mi rifiuto di pubblicare la foto della vetrina perchè a tutto c'è un limite.
Per fortuna siamo ancora prima di mezzogiorno e quindi i vari locali lungo la via sono chiusi e manca i buttadentro che 20 anni fa inoccasione della mia prima visita a Parigi ci urlavano "Mario, Mario, entrate!" come se tutti gliitaliani si chiamassero per forza Mario.
Foto d'obbligo al Moulin Rouge che dall'esterno è più squallido di quanto ricordassi e finiamo il giro segnalato dalla guida davanti Musée de la vie romantique.
Questo volevamo proprio visitarlo ma era giorno di chiusura: peccato.
Finiamo la mattinata passeggiando fino ai magazzini Lafayette dove non si può evitare di fare un po di shopping e osservare il panorama dalla terrazza.
Il tempo sta peggiorando per cui decidiamo di prendere il metrò e arriavare fino al moderno quartiere del La Défense.
Che gioia stare sotto le Grande Arche mentre piove.
Sinceramente non è che mi dica molto, stona un po' con tutto il resto di Parigi ma l'infilata con sullo sfondo l'arco di trionfo è molto bella.
Dopo un po di meritato riposo ritorniamo verso l'albergo e prendiamo la brutta decisione di scendere a place de la République; la decisione è brutta perchè appena usciti dal metrò inizia un vero e proprio diluvio che ci fa arrivare in albergo totalmente zuppi: la doccia è quasi inutile ma il meritato riposo è un toccasana.
Domani si torna a Novara ma resta proprio place de la République da visitare.
E fu sera e fu mattina: sesto e ultimo giorno....
E siamo arrivati all'ultimo giorno, il tempo non è un granchè per cui decidiamo di fare solo due passi verso Place de la Republique e poi piano piano tornare in albergo a riprendere i nostri bagagli.
Verso mezzogiorno non sappiamo proprio cosa fare per cui ci fossilizziamo in stazione in attesa del TGV che ci riporterà a Novara sperando di non ritrovare la stramaledetta famiglia di indiani che ha allietato il viaggio di andata di tutti i passegeri grazie a dei bambini scalmanati e urlanti nonostante le proteste di tutti (stranamente io me ne sono stato bravo, tanto ci pensavano gli altri).
La prossima volta tutti fuori a giocare (naturalmente con il treno in movimento).
Arriviamo a Novara verso le ore 22 con molto caldo e un po di tristezza, anche perchè dopo 2 giorni si torna a lavorare.
Sigh.
Note tecniche
L'albergo che abbiamo scelto è il
Grand Hotel Nouvel Opera
152 Avenue Ledru Rollin
Paris 75011
Camera doppia con bagno prima colazione esclusa, in totale abbiamo speso 327.05 euro.
Il viaggio è stato effettuato col TGV partendo direttamente da Novara per una spesa totale di 240 euro.
Aggiungo il prezzo dei parchi Disney per un complessivo di 98 euro.
Per quanto riguarda il mangiare vi rimando alla sezione dei locali dove ho messo la recensione della Pizza Patacca che ci ha veramente stupito per la gentilezza e la bontà.