Ebbene sì, sono stato pure a Mosca.
Per la secondo volta sono riuscito ad andare in Russia; dopo i 2 giorni a San Pietroburgo nel 2000, ho approfittato deelle finale four di Top Team Cup di volley femminile e insieme ad altri 15 pazzi ci siamo fatti 4 giorni nella capitale russa.
Dico subito che la finale è stata vinta dall'Asystel Novara proprio contro la Dynamo Mosca, almeno ne è valsa totalmente la pena affrontare la lunga distanza; aggiungo che Mosca naturalmente è una bellissima città.
Siamo stati fortunati perchè lì ci aspettava Natalia futura moglie dell'ex presidente del Fun Club (non è un errore, è proprio FUN) che essendo bielorussa parla russo e soprattutto capisce il cirillico e c'è stata di enorme aiuto.
Era marzo e abbiamo potuto godere di sole, neve e tormenta oltre a tanto freddo.
L'albergo Izmailovo Gamma-Delta Hotel è facilmente raggiungibile col metrò ma per arrivarci dall'aeroporto la cosa si complica: per fortuna Natalia ci aveva organizzato il trasferimento per cui nessun problema.
Per il ritorno leggi in seguito.
L'albergo era enorme anche se le camere un po' spartane e a richiesta gli uscieri fornivano pure dolce compagnia femminile direttamente nelle camere (abbiamo cortesemente rifiutato soprattuto dopo aver visto una delle amiche del portiere che avrà avuto 50 anni per gamba).
Arrivati a pomeriggio inoltrato causa ritardo dell'aereo e lungaggini burocratiche alla frontiera abbiamo cenato in un ristorante dell'hotel; sconsiglio a chiunque il vino georgiano che ha fama di essere il miglior vino prodotto in tutto il territorio dell'ex Unione Sovietica; Semplicemente vergognoso, se quello è il migliore chissà gli altri...
Comunque dopo una cena cosa c'è di meglio che sostare nella hall su comode poltrone e scolare varie bottiglie di vodka? Lo so, c'è di meglio, ma noi abbiamo fatto proprio quello.
Il giorno seguente, dando sfoggio delle mie qualità navigatorie, fedele al detto "Non mi sono mai perso" e soprattutto per il primo viaggio in metrò affidandomi a Natalia ho condotto il gruppo nella Piazza Rossa (è proprio vero, da lì in poi ho preso in mano le redini della situazione, con una buona guida e una cartina vi porto dappertutto e poi una volta imparato l'alfabeto cirillico ci si muove benissimo).
La Piazza Rossa come dice il nome stesso è veramente bella, con il Cremlino, la chiesa di San Basilio, i magazzini Gum e il museo storico che la chiudono è un colpo d'occhio eccezionale.
Se poi si ha la fortuna in giorni diversi di vederla sia con il bel tempo che sotto la neve si gode appieno della sua bellezza.
Visitata la chiesa di san Basilio e i grandi magazzini Gum, un tempo magazzini di bassa qualità ma oggi quasi totalmente riservato alle grandi firme ci siamo diretti a visitare l'interno del complesso del Cremlino.
Supercontrollato, giustamente essendo la sede del presidente, non si può passeggiare sul lato ove è la residenza (a quel tempo Putin).
Si passa davanti al cannone delloo zar e immancabilmente si dice "Che palle!" viste le dimensioni delle palle del cannone.
Molto belle le chiese presenti che sono riuscita a salvarsi dallo scempio fatto da Stalin.
La cattedrale dell'Arcangelo, la chiesa dei dodici apostoli, la cattedrale dell'Assunzione e quella dell'Annunciazione sono tutte una diversa dell'altra e tutte incredibili.
Purtroppo niente foto all'interno, ma una sono riuscito d scattarla.
Anche il campanile di Ivan fa la sua gran figura con alla base la campana più grande del mondo del peso di ben 11 tonnellate.
Usciamo dal Cremlino e dopo aver visto il Maneggio si passa davanti all'imponente sede della Camera Bassa del Parlamento Russo e poi al teatro Bolshoi purtroppo circondato da impalccature.
Continuando per la via si arriva di fronta alla sede del KGB la Lubjanka, imponente palazzone tristemente famoso.
Finita la giornata, dopo il ritorno in albergo siamo tornati in centro e lungo la Tverskaja ulitsa ho avuto il battesimo del cibo giapponese (da quel momento non l'ho più lasciato).
Ritorno in albergo dove abbiamo incontrato il presidente della squadra e passato un po di tempo a bissare le bevute della sera prima.
Bella sopresa la mattina dopo con la neve che scendeva da cielo (e da dove doveva scendere?).
Girettino nell'Arbastkaja il quartiere pieno di negozi di antiquariato, bancarelle di souvenir, il muro di Alassio di Mosca e.... un manifesto di un concerto di Toto Cutugno, documentato fotograficamente.
Percorrendo l'Arbat si arriva fino al grattacielo del ministero degli affari esteri.
Da qui tornati indietro ci siamo infilati nel museo Puskin di belle arti comprendente ina collezione di capolavori antichi e collezioni di impressionisti e post-impressionisti.
Di fronte si erge la cattedrale di Cristo Redentore ricostruita dopo vari tentativi da parte dei sovietici di sostituirla con vari edifici tutti crollati. Interno tutto dorato e pieno all'inverosimile di fedeli: uno spettacolo!
Due passi nella Piazza Rossa e poi via al palazzetto per la semifinale.
Qui abbiamo vissuto una piccola avventura: il palazzetto si trova vicino allo stadio dello Spartak Mosca e caso vuole che proprio quel giorno si disputava una partita definita "calda".
Ci siamo trovati in mezzo ai tifosi delle due squadre, tra cordoni della polizia e cariche a cavallo e con l'ausilio di cani: notare che qui vanno di moda i rotweiler.
Per fortuna siamo riusciti a defilarci e a raggiungere i ben più tranquilli tifosi del volley.
Semifinale andata via liscia, ritorno in albergo e consueta bevuta.
Il giorno successivo ci siamo fatti un bel giretto nel mercato delle pulci antistante l'albergo sotto una vera tormenta di neve.
Bellissimi oggetti, dagli indumenti militare dal 40 a oggi, alle matrioske, alle icone tutto a prezzi abbordabili previa contrattazione quasi obbligatoria.
Nel primo pomeriggio girettino immancabile per il centro e poi ci siamo fiondati di nuovo al palazzetto per la finale: noi 16 disperati a tifare per Novara e di fronta mezza armata russa reclutata per l'occasione!
Bene, anche per il tifo abbiamo vinto noi grazie oltre che ai tamburi anche a 2 trombe comprate proprio al mercato delle pulci.
Soddisfattissimi per la vittoria i festeggiamenti dopo il palazzetto sono continuati in albergo a cena in compagnia della squadra e poi..... naturalmente l'immancabile bevuta di vodka nella hall.
Avventura finale il ritorno all'aeroporto, con "taxi" privati ultrascassati e ultrainquinanti ottenuti grazie a Natalia, non certo grazie alle addette dell'hotel che dovrebbero imparare che il cliente va comunque ogni tanto degnato di uno sguardo e non solo "sopportato".