Berlino, bellissima città.
Ci sono andato per la seconda volta dal 12 al 15 gennaio 2008 dopo averla visitata qualche anno fa.
Compagno di viaggio l'ormai collaudato "socio" Giancarlo e la new entry Sandra (che conosco da più di 20 anni ma che era all'esordio con noi due per i viaggi).
Cominciamo col dire che ci aspettavamo un bel po’ di freddo (tanto) visto il periodo e invece siamo stati fortunati; faceva freddo, certo, ma paragonabile a quello di Novara.
Oltretutto il tempo è stato generalmente bello (foto del Reichstag per credere) per cui anche dal punto di vista climatico: vacanzina perfetta.
Abbiamo alloggiato all'hotel Agon visino all'Alexanderplatz quindi nel centro di Berlino est.
Camera con 4 letti in 2 stanze ampie, piccola cucina (inutilizzata), bagno e tv.
Prezzo per 3 notti 85 euro a testa.
Il volo con Air Berlin è costato 87 euro.
Primo giorno
Appena fuori dall'aeroporto un comodissimo autobus di linea porta proprio in Alexanderplatz e permette di godere di una bella visita itinerante della capitale tedesca.
Essendo partiti di mattina siamo riusciti a sfruttare già la prima mezza giornata per cominciare la nostra visita nei dintorni dell'albergo.
Si parte naturalmente da Alexanderplatz, uno dei luoghi più animati di tutta Berlino anche se spesso si trasforma in un cantiere.
Come in tutte le città che si rispettino (da Oslo a Città del Capo, passando per Il Cairo) anche Berlino ha la sua bella pista di ghiaccio invernale.
A due passi da questa si erge l'Orologio Universale e la fontana dell'amicizia.
Immancabile la visione della Fernsehturm, la torre televisiva berlinese che riusciremo a vedere da qualunque strada di Berlino, quasi come la Tour Eiffel a Parigi.
Da qui inizia la visita al distretto di Mitte (centro), il nucleo medievale di Berlino (anche se in gran parte ricostruito).
Fiancheggiando il metro rialzato si arriva alla Hackeshe Hofe, otto cortili collegati fra loro che mostrano una mescolanza di abitazioni, botteghe e locali caratteristica della vecchia Berlino.
Dall'ultimo cortile si passa in Sophienstrasse, una delle poche strade che ha mantenuto l'aspetto ottocentesco con un doppio portale (n.18) totalmente in terracotta.
Ritornati in Oranienburgerstrasse si incontra la Neue Synagoge con la sua caratteristica cupola dorata in stile moresco.
La costruzione abbattuta nel 1958 perchè gravemente danneggiata durante la seconda guerra è stata ricostruita nel 1988.
Proseguendo ci si imbatte nel Kulturzentrum Tacheles, centro culturale autogestito sorto in un centro commerciale del 1909. Ora io mi chiedo: ma per autogestirsi e spacciarsi per gente di cultura bisogno per forza conciarsi, vestirsi e vivere come straccioni e ridurre edifici dei veri e propri porcili? Mah!!! Non commento oltre.
Proseguiamo e ci imbattiamo nella casa di Bertold Brecht (chiusa) ma visitiamo il cimitero della Dorotheenstadt dove riposano oltre a Brecht e sua moglie pure Egel, Fiche e Schinkel.
E ora? Continuiamo verso Invalidenstrasse e passiamo sul Sandkrugbrucke (uno dei punti di divisione tra la zone est e la zona ovest) ed entriamo nell'Hamburger Bahnhof, ex stazione ferroviaria e ora sede del Museum fur Gegenwart (arte contemporanea) che ospita opere di Wahrol, Beuys, Liechtenstein più alcune boiate di primissima categoria che potrete ammirare nelle foto.
Dopo la visita e molte risate torniamo verso Alexanderplatz.
Qualche foto notturna (non è ancora notte ma è già buio) al duomo e poi meritato riposo in albergo.
La sera puntatina allo splendido ristorante Zu Gerightslaube nel Nikolaiviertel, trovato su internet, promette bene e mantiene meglio.
E fu sera e fu mattina: secondo giorno
Ci svegliamo e... bella sorpresa: tempo stupendo!
Oggi giornata intensa, ricca colazione e siamo di nuovo in Alexanderplatz pronti per visitare la zona che si estende appunto dalla piazza fino alla Porta di Brandeburgo (e qualcosina oltre).
Prima tappa è la Marienkirche che sorge in un vasto spazio ancora senza nome proprio di fronte al Rotes Rathaus, municipio interamente di mattoni rossi molto bello.
Questa chiesa trecentesca è l'unica testimonianza del quartiere medievale abbattuto nel dopoguerra.
Purtroppo la "Danza della morte" nel vestibolo è talmente sbiadita da essere a malapena visibile.
Vicino alla chiesa servizio fotografico obbligatorio davanti alla fontana di Nettuno ispirata a quella del Bernini a Roma.
Foto di rito davanti alle statue di Marx e Engels che inizialmente appena dopo la caduta del muro dovevano essere rimosse ma poi sono state lasciate perchè attiravano turisti (e noi lo siamo).
Ritorniamo in Nikolaiviertel pronti per visitare la stupenda Nikolaikirche ma la troviamo chiusa.
Peccato, la più antica chiesa di Berlino è bella fuori e stupenda dentro.
Sarà per un'altra volta (ma io l'avevo già visitata eh eh eh).
Allora ci dirigiamo verso il Berliner Dom, edificio neorinascimentale costruito tra la fine dell'800 e l'inizio del secolo scorso.
E' chiuso al pubblico perchè è in corso una funzione, ma ci rifaremo a fine vacanza.
Stupenda la piazza-giardino antistante, il Lustgarden con una grande vasca di granito (proprio davanti all'imponente Altes Museum) ricavata da un monolite e utilizzata durante le manifestazioni di massa in epoca nazista e durante i tempi della RDT.
Attraversiamo la strada e ci rechiamo verso la Friedrichswerdersche Kirche, chiesa neogotica oggi sede dello Schinkel-Museum che ospita in un ambiente molto suggestivo sculture di Schinkel e di suoi contemporanei.
Vale proprio la pena visitarla (è pure gratis).
Ritorniamo da dove siamo venuti ed entriamo nella Neue Wache, costruito in origine per la guardia reale e poi trasformato in monumento ai caduti e ora "Monumento ufficiale alle vittime della guerra e della dittatura".
Al centro è stato posto un ingrandimento della Pietà di Kathe.
L'originale è alto 35 cm. Sandra è rimasta un po perplessa, forse perchè si aspettava una pietà tipo quella michelangiolesca, ma poi dopo qualche mese, riviste le foto, si è "ravveduta" e ha ammessa che non era poi tanto male.
N.B. a me è piaciuta moltissimo.
Proprio di fianco si erge la Humboldt Universitat, la più antica di Berlino.
Naturalmente niente visita, abbiamo attraversato la strada e Sandra ha pure subito i rimbrotti di una professoressa francese che l'aveva scambiata per una delle sue indisciplinate allieve in gita.
Eccoci ora nella Bebelplatz che avrebbe dovuto costituire il centro della Berlino di Federico il Grande.
Da una parte il palazzo dell'opera, dall'altra l'Alte Bibliothek e a sud la chiesa di Sant'Edvige, in restauro naturalmente.
Molto bello al centro della piazza il monumento che ricorda il rogo del libri del 1933 alla presenza di Goebbels: nella pavimentazione è presente una lastra di plexiglass attraverso la quale si vede una stanza che riproduce una sala di biblioteca vuota. Suggestivo!
Si prosegue cerso la Gendarmenmarkt, splendida piazza di quasi 50000 metri quadri con al centro lo Schauspielhaus oggi adibita a sala concerti e ai due lati le chiese gemelle Franzosischer Dom e Deutscher Dom.
Quest'ultimo ospita la mostra sulla storia della democrazia parlamentare in Germania.
Si può anche evitare.
Finalmente ritorniamo sulla Unter Den Linden che si sta tentando di riportare ai fasti all'atmosfera di un tempo.
Ci vorrà ancora tanto ma vari negozi di un certo livello (es. Ferrari) sono già presenti.
A metà si incontra l'ambasciata russa e finalmente..... eccoci alla Porta di Brandeburgo.
Che dire? Stupenda!
L'antistante Pariser Platz è finalmente completa ed il paesaggio quindi suggestivo.
Al di là si può vedere nell'asfalto dove passava fino a pochi anni fa il famigerato muro che rendeva la porta terra di nessuno.
Proseguiamo per un po' sulla Strada del 17 Giugno fino alla statua di "Colui che grida" eretta nel 1966 e opera di Gerhard Marks che urla verso il muro le parole di Petrarca riportate alla base: "I'vo gridando: pace, pace, pace."
Attraversiamo il monumento ai caduti russi ed eccoci nella vasta spianata antistante il Reichstag.
Stupendo il palazzo con la sua cupola moderna ma che non stona per niente con tutto il resto.
Il cielo azzurro e la totale mancanza di nuvole offrono un paesaggio stupendo.
Una ventina di minuti di coda e riusciamo ad entrare per visitare appunto la cupole ed avere una visione dall'alto della città.
Ne vale assolutamente la pena, fosse anche solo per com'è stata realizzata la struttura (vedere le foto).
E' ora di cercare un posticino dove rifocillarsi visto che sono già le 16: panino veloce sulle Unter den Linden e poi ci dirigiamo verso una delle tappe obbligatorie di Berlino: Il Pergamon Museum.
Giustamente è il museo più celebre di Berlino.
Stupendo l'altare di Pergamo del secondo secolo a.C.. e stupenda pure la porta del mercato di Mileto, purtroppo interamente coperta da impalcature che ne lasciano vedere ben poco.
Tutto il resto è all'altezza di queste due "opere" principali; se dovessi tornare a Berlino per la terza volta non mancherei un'ulteriore visita.
Un paio di foto e decidiamo di salire sulla torre televisiva.
Purtroppo il plexiglass impedisce di fare foto decenti ma la visione di Berlino notturna è veramente suggestiva.
Cena sempre dalle parti di Nikolaiviertel (locale diverso ma anche questo ottimo) e poi il meritato riposo sperando che il domani ci regali un'altra bellissima giornata.
E fu sera e fu mattina: terzo giorno
E ancora una volta giornata meteorologicamente stupenda.
La giornata inizia in Potsdamer Platz.
Rimasta per anni una squallida e desolata terra di nessuno durante il periodo del muro, si è trasformata negli anni 90 nel più grande cantiere d'Europa con risultati a volte molto discutibili.
Della magnificenza del passato rimane il primo semaforo del mondo installato qui nel 1920.
Ora ci sono palazzoni enormi dalle forme più strane frutto delle menti (moltissimo volte bacate e sopravvalutate) di famosi architetti.
Impressionante il complesso della Sony con un enorme spazio interno con fontana e copertura in vetro per permettere alla luce del sole di illuminare il tutto sul quale si affaccia un multisala, e un grosso centro commerciale.
Curiosi sono i resti dell'Hotel Esplanade che non potendo essere abbattuti sono stati spostati di 75 metri e inglobati in una parete del complesso e custoditi sotto lastra di plexiglass.
Altri palazzi è meglio evitarli, soprattutto quello di Renzo Piano genio (ma quando mai?) italiano.
Dopo una doverosa foto con alcuni resti del muro ci spostiamo verso l'Holocaust-Denkmal un monumento a ricordo dello sterminio degli ebrei d'Europa, costituito da oltre 2700 stele di cemento di diverse dimensioni in mezzo alle quali si può camminare.
Può essere discutibile ma è molto suggestivo.
Ritorniamo verso Potsdamer Platz e dopo un girettino su un bel giochino per bambini (vedi foto) aggiriamo lo "splendido" palazzo di Piano e arriviamo al Kulturforum, dove sorgono la Philarmonie, il museo degli strumenti musicali, il Kammermusiksaal, la colossale biblioteca di stato e la Neue Nationalgalerie; purtroppo è giorno di chiusura per tutti.
Ce ne facciamo comunque una ragione, ce li godiamo ben bene dall'esterno e...via verso la Kurfurestdamm (Ku'Damm), la passeggiata preferita dai berlinesi.
Prima però passiamo davanti al famoso Bauhaus-Archiv che documenta l'esperienza artistica del Bauhaus la scuola di Architettura grafica e design di Berlino.
Se Il risultato è quanto si vede dall'esterno è meglio stendere un velo pietoso.
Arriviamo finalmente al Ku'Damm e come prima cosa obbligo Sandra e Giancarlo ad una sosta al KaDeWe che sta a Berlino come Harrods sta a Londra.
D'obbligo un giro al sesto piano dedicato alla gastronomia: c'è da perdersi in mezzo a cibo di tutto il mondo: Delizioso.
Usciamo con l'acquolina e arriviamo alla Breitscheidplatz dove si ergono le rovine della Kaiser Wilhelm Gedachtniskirche, bombardata nel 1943 e conservata come simbolo delle devastazioni della guerra.
Ai lati sono state erette una cappella e un campanile: modernissimi e bruttissimi vengono chiamati dai berlinesi il posacenere e il rossetto.
La fame si fa sentire e quindi ci facciamo una mangiatona di pasta e pizza in un enorme locale lì vicino (purtroppo non ricordo il nome).
E ora? Metro e spuntiamo al Checkpoint Charlie punto di controllo per chi attraversava il confine tra il settore controllato dagli alleati e quello dei sovietici.
Rimane il cartello con l'indicazione che si sta lasciando il settore americano e lo sgabbiotto dove stavano i soldati.
Lì vicino sorge un museo privato (visto in occasione della mia prima visita a Berlino) che documenta gli orrori del muro e i tentativi (riusciti e non) per fuggire dal paradiso sovietico.
Lasciamo il Checkpoint e ci dedichiamo a qualcosa di più antico: l'Altes Museum che conserva opere dell'antica Grecia, dell'antico Egitto e temporaneamente il famoso busto di Nefertiti.
Usciamo, è già buio e ci fiondiamo nel duomo.
Stupendo, un'unica altissima navata circolare (non so proprio in quale altro modo chiamarla).
Naturalmente saliamo sull'enorme cupola per goderci Berlino dall'alto e tentare di fare qualche foto.
Vento e freddo non facilitano la nostra permanenza, resta la gioia di aver perso Sandra che però "purtroppo" ritroviamo poco dopo.
Per cena ritorniamo in Oranienburgerstrasse e ci ficchiamo in un grande ristorante indiano che avevamo adocchiato il primo giorno.
Ottima cena e bellissime visioni durante il tragitto di ritorno verso l'albergo: molte ragazze impegnate nel loro "lavoro" tutte con un corpetto bianco o nero di pizzo indossato sopra i vestiti (visto che fa abbastanza freddo).
Sembra quasi una divisa per riconoscerle meglio, una particolarità è che sono tutte alte e veramente belle.
Prima di tornare in albergo ci fermiamo in un locale ricavato in uno degli archi posto sotto la metropolitana sopraelevata. Bello, pieno di gente e con buona musica.
Ci prepariamo per l'ultima notte Berlinese: domani mezza giornata a disposizione e poi vi a verso l'aeroporto per tornare in Italia.
E fu sera e fu mattina: quarto giorno
Sveglia presto, prepariamo i bagagli che lasciamo custoditi in albergo e via verso la East Side Gallery lungo la Sprea sulla Muhlenstrasse.
Questo è il più lungo pezzo di muro rimasto (circa 1,3 km) interamente dipinto da artisti di tutto il mondo.
Ne percorriamo un pezzo e poi attraversiamo il maestoso Oberbaumbrucke splendido ponte pedonale-automobilistico-tranviario che unisce i quartieri Friedrichshain e Kreuzberg un tempo divisi dal muro.
Ed è proprio nel quartiere di Kreuzberg che Sandra ci trascina dopo averne letto meraviglie sulla guida.
Una bella chiesa (almeno eternamente) e un palazzo carino sono tutto quanto.
E' un quartiere ora abitato principalmente da turchi e arabi.
Per il resto, essendo stata la culla degli squatter e avendo dato il via al fenomeno delle occupazioni è un vero schifo (confermato anche da Sandra).
Sporcizia ovunque e degrado sia dal punto di vista umano che degli edifici ne fanno una zone un tempo bella e ora da evitare. Un vero peccato.
Ci allontaniamo dal luogo e ci rechiamo col metro al Grosse Stern ad ammirare l'alta Colonna della Vittoria.
Due passi nel Tiergarten, molto suggestivo guardatevi l'ultima foto, fino alla porta di Brandeburgo e la nostra avventura nella capitale tedesca si conclude.
Ci precipitiamo a prelevare i bagagli in albergo e prendiamo l'autobus che ci riporta in aeroporto.
Stupenda mini vacanza: Sandra ha promesso che ritornerà ancora a viaggiare con noi (e queste sono soddisfazioni)!